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La Periferia con le sue storie, le idee, i pensieri e le immagini di un luogo dove non succede mai niente.

...inoltre: cinema, fotografia, cultura e altre cose che mi passano per la mente.

lunedì 3 ottobre 2011

Drive di Nicolas Winding Refn

Lo aspettavo da mesi. Se ne parlava un gran bene. Nicola W. Refn è uno dei miei registi preferiti. Valhalla Rising volava altissimo. La trama era quella giusta.
Sono andato al cinema con un'aspettativa oltre misura, e una grande paura di rimanere deluso. 
Ma a quanto pare non è stato così.
Sigla.



Ci sono film d'autore che ti scivolano via senza lasciar traccia, Drive ti centra in pieno e ne esci cambiato.
Potrebbe durare 10 minuti e a nessuno verrebbe in mente di chiedere il rimborso, perché quei dieci minuti iniziali sono quelli di una vita. Una rapina, la musica martellante e i titoli iniziali. Finito.
Ormai la nostra testa è lì con lui, quel Ryan Gosling che ti da 5 minuti. Prima e dopo sei da solo ma in quei minuti è con te. Lui guida e basta.
Chiaramente lo fa da Dio.

Alla base una storia d'amore di silenzi e sguardi infiniti, incapace di nascere e di sbocciare se non per in un bacio lunghissimo prima di un cruento bagno di sangue. Refn riesce a tenere tutto sotto controllo, uno stile di regia impeccabile e una direzione degli attori al limite del miracolo.
E' un Gosling che non ti aspetti, quello che fa sbavare le ragazze e gasa gli uomini, silenzioso e con gli occhi gonfi di amore per Carey Mulligan e allo stesso tempo una bomba ad orologeria pronta ad esplodere in un tripudio di violenza. Inutile dire che buca lo schermo come non mai e ridefinisce la figura del "driver" (non c'è Fast and Furious che tenga) lanciandolo nell'immaginario collettivo, grazie anche ad un abbigliamento insistito ed azzeccato.
Refn, dopo il fallimentare Fear X, al secondo round vince la sfida con il cinema americano conquistando la Palma come Miglior Regia a Cannes 2011, dimostra di saper piegare il genere alla sua visione e confrontarsi con trame classiche senza perdere ritmo, stile e freschezza che da sempre contraddistingue il suo cinema.

Se volete un approccio alternativo al film potete leggere le due recensioni dei 400calci, qui (Luotto Preminger) e qui (Nanni Cobretti). Questa volta non posso che essere d'accordo con loro, sopratutto quando dicono:

Entrerai al cinema pensando che le rapine cool siano Ocean’s Eleven, ne uscirai con un fetish per i giubbini imbottiti argentati e i font in corsivo rosa. 

La verità è che di Drive stupisce l'immensa scimmia che ti prende una volta uscito. La colonna sonora di Cliff Martinez ti entra dentro, le movenze di Ryan Gosling fanno parte di te e certe battute diventano difficili da dimenticare.
Stringere il volante prima di partire e rispondere dopo lunghissimi attimi potrebbe essere solo un primo effetto collaterale, di seguito potresti non fare a meno di attaccare Youtube a palla e posizionarti al pc come un autistico con questo hype a ripetizione.
















Andate a vederlo, perché è il film dell'anno e a meno di capolavori improvvisi non sembra esserci di meglio in giro. Con una certa soddisfazione forse fra un decennio potrete dire: io l'ho visto al cinema.

Questo il trailer:

3 commenti:

curiositizen ha detto...

Purtroppo al cinema me lo sono perso (almeno che non riappaia all'improvviso fra qualche giorno in un cinema periferico) ma lo recupererò al più presto! Più ne sento parlare e più aumenta la curiosità :) poi il cinema di genere "letto e tradotto" da certi autori (vedi Mann, Friedkin o Fincher) è sempre stato il mio preferito! E qui mi sa che siamo da quelle parti, no? ciao, c

Watanabe ha detto...

E' una sceneggiatura di genere che in mano a Refn diventa altro.
Io ti consiglio di non guardare il trailer italiano che è parecchio falsante. Vai senza pregiudizi e poi fai sapere la tua.
;)

Sevenbreads (Michele Settepani) ha detto...

davvero non male ma non c'è stata quella... scintilla che mi fa entusiasmare