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lunedì 8 agosto 2011

Pollock - il film in 260 parole

Nel 2006 il dipinto N° 5 del 1948 di Jackson Pollock è stato venduto alla cifra record di 140 milioni di dollari.













Ed Harris affronta la vita del grande pittore statunitense concentrandosi sugli anni della maturità artistica fino alla morte avvenuta nel 1956 in un incidente d'auto. I dieci anni in cui Pollock inventò una nuova tecnica e s'impose all'attenzione internazionale come nuovo artista di riferimento dell'arte contemporanea.

Pollock non è un classico biopic, è prima di tutto un film su un uomo piegato dalla sua stessa genialità, perennemente in lotta contro il mondo che lo circonda e lo osanna. Un uomo che riesce a trovare il suo equilibrio interiore solamente nel momento dell'espressione artistica. Quando l'azione, il corpo in movimento, i gesti e la mente si mischiano ad un disegno comune nasce il Dripping e con se la futura Action Painting. In quei momenti Pollock vive, e crea qualcosa di totalmente nuovo di una potenza deflagrante. Nel resto della sua vita invece, tutto va a rotoli. Un uomo astratto come la sua arte che non riesce ad entrare in sintonia con il mondo circostante, vittima di forti crisi depressive e il vizio dell'alcool ad aggravare il tutto. Intorno gli amici famosi, come De Kooning o la grande mecenate Peggy Guggenheim, il tormentato rapporto con la madre e la difficile vita privata. Ed Harris prende tutto questo e s'immerge totalmente in un'interpretazione magistrale per dare risalto alla controversa personalità di Jackson Pollock, tratteggiando con straordinaria bravura il genio insito in lui e le derive psicologiche che lo hanno portato alla prematura scomprasa.


















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PS: mini-rece scritta controvoglia per un piccolo articolo su cinema e arte.

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